Vincenzoni, un grande del cinema che amava la lingua italiana

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Addio a Vincenzoni, l’italiano di Hollywood

di Silvio Danese

Addio a un principe degli sceneggiatori del cinema italiano, come dire classico (ormai). Addio al più quotato, a Hollywood, dei nostri scrittori, e tuttavia questa è la cosa meno rilevante, perché Luciano Vincenzoni, scomparso ieri a Roma, a 87 anni, è stato, tra tutti, la penna cosmopolita del nostro cinema, il meno regolare e il più viscerale, il più libero, nella vita: inventore di film di qualità e di successo (da “Il ferroviere di Germi a “Il buono, il brutto e il cattivo” di Leone), seducente “amante internazionale”, giocatore che bruciava tutto all’ultimo chemin de fer nei privé del casinò, villa a Bevelry Hills sotto l’ala di Dino De Laurentiis che gli regalò una Rolls Silver Shadow per il successo di “L’orca assassina”, dissipatore felice rimasto in ménage solitario in un appartamento dei Parioli, ma perché ingiustamente dimenticato dal debordante ciac colare del cinema italiano della crisi…

Durante un incontro a Roma mi disse una cosa che poi ho trovato stampata sul suo libro di memorie “Pane e cinema”: “Nel 1986 ho commesso il più grande errore della mia vita, ho lasciato l’America per tornare in Italia. Ma sai perché? Incominciavo a non ricordare l’italiano. I congiuntivi e certi nomi delle cose. Potevo fare la fine di quegli imbecilli che, solo per un viaggio all’estero di sei mesi, continuano a infilare parole straniere nelle frasi?”.                                      

(La Nazione, 23/9/2013).

 Tra i suoi film: 

Incantesimo tragico (1951) (come produttore). Hanno rubato un tram (1954). I girovaghi (1956). Il ferroviere (1956). Il cocco di mamma (1957). Amore e guai (1958). Gli Italiani sono matti (1958). La prima notte (1959). La grande guerra (1959). Il gobbo (1960). È arrivata la parigina (1960). Crimen (1961). La rivolta dei mercenari (1961). Mani in alto (1961). Orazi e Curiazi (1961). La cuccagna (1962). I due nemici (1962). I briganti italiani (1962). Copacabana Palace (1962). Sedotta e abbandonata (1964). La vita agra (1964). Signore & signori (1965). Per qualche dollaro in più (1965). Il buono, il brutto, il cattivo (1966). Da uomo a uomo (1967). L’avventuriero (1967). Il mercenario (1968). Un tranquillo posto di campagna (1969). Devil’s Crude (1971). Noi donne siamo fatte così, regia di Dino Risi (1971). Roma bene (1971). Giù la testa (1971). Torino nera (1972). Ming, ragazzi! (1973). Libera, amore mio… (1973). Le guerriere dal seno nudo (1973). L’emigrante (1973).

 

 

 

 




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