Lettere al Corriere.

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Lettere al Corriere: risponde Sergio Romano

Ingresso nell’ONU.

La parola «infornata».

A proposito dell’ingresso di 12 Paesi nell’Onu, lei ha usato la curiosa espressione «infornata». Che significa esattamente la parola?
Mario Gavardo, Brescia

La parola veniva usata nel Regno d’Italia per la nomina di nuovi senatori. La decisione spettava al re, ma le proposte venivano presentate dal governo che inviava al Quirinale un pacchetto di candidati confezionato in modo da soddisfare il maggiore numero possibile di categorie professionali, tendenze politiche e interessi economici. Questa operazione veniva abitualmente definita «infornata ».
(Da corriere.it/lettere-al-corriere, 1/11/2015).

Italiano

Metamorfosi della lingua

Sarebbe interessante fare un sondaggio per chiedere agli italiani se amano e usano ancora la lingua madre, nata ancora prima dell’Unità del Paese. Basterebbe chiedere quali parole usano di più, con dei vocaboli esemplificativi tipo: dicerie o rumors, alla moda o cool, ripristinare o restyling, per concessione o courtesy, programmazione della spesa o spending review, ecc. Basterebbe domandare agli intervistati se sono capaci di pronunciare correttamente le parole straniere Servirebbe a capire se chi ascolta o legge è capace di decifrarle tutte, o se il «parlar difficile» sia una prerogativa dei cosiddetti colti o dei presunti tali nei confronti degli ignoranti. Si riuscirebbe a scoprire se ci sia in atto una metamorfosi linguistica oppure è una moda passeggera degli usi italici. Tanto per capire come attrezzarsi nei prossimi anni mandando a ripetizione pure i poveri laureati del secolo scorso!
Filippo Senatore , fsenatore57@gmail.com
(Da corriere.it/lettere-al-corriere, 8/11/2015).

Falso buonisamo

Scelta delle parole

Penso che, adottando la dilagante mania falsamente buonista di edulcorare termini corrispondenti all’oggettiva realtà, ma ritenuti troppo penalizzanti, con altri ipocritamente considerati meno severi, per esempio: «disabile» con «diversamente abile», potremmo definire la stragrande maggioranza della nostra classe politica «diversamente capace», o «diversamente onesta».
Giovanni Cama , giovannicama37@gmail.com
(Da corriere.it/lettere-al-corriere, 18/11/2015).

Solo in italiano

Sermoni nelle moschee

Senza entrare nel merito se autorizzare o meno nuove moschee, bisogna assolutamente pretendere che i sermoni, nelle attuali e future moschee, siano tenuti esclusivamente in italiano.
Tina Taormina , tinataormina.g4@ gmail.com
(Da corriere.it/lettere-al-corriere, 23/11/2015).

Ambasciatrici

Titolo per le donne

Caro Romano, credevo di conoscere abbastanza l’italiano ma forse non è così. A proposito dell’ambasciatore di Francia nei vari articoli sul Corriere viene chiamato «ambasciatrice». Che la deliziosa sig.ra Colonna sia una Madame e non un Monsieur è chiaro, ma abbiamo sempre usato per le donne e per gli uomini diplomatici «ambasciatore» perché «ambasciatrice» viene considerata la moglie dell’ambasciatore, altrimenti ne nascerebbe una grande confusione. Mi permetto questa mia domanda avendo lavorato in un giornale per circa trent’anni e avendo pubblicato — e ancora pubblico — libri di storia.
Erina Russo de Caro , russodecaro@gmail.com

Vi è una tendenza a utilizzare il femminile, quando il titolare è donna, anche per le professioni che continuavano a essere chiamate con il nome maschile. Le mogli degli ambasciatori dovranno rinunciare a un titolo che, comunque, non avevano. Il galateo deve adeguarsi ai mutamenti della società.
(Da corriere.it/lettere-al-corriere, 29/11/2015).

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