L’Italia a saldo, dove le stagioni non ci sono più.

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L’Italia a saldo, dove le stagioni non ci sono più.

Per l’ennesima volta dopo poche settimane la svendita dell’Italia è di nuovo sotto gli occhi di tutti. Questa volta non si tratta di cioccolatini o capi d’abbigliamento, ma di due dei principali colossi “di bandiera” del paese, si chiamano Telecom, che passerà in mano spagnola, e Alitalia, che verrà ceduta per spiccioli (ma noi ci teniamo i debiti!) ad AirFrance-Klm. Destino poco roseo si profila altresì anche per Finmeccanica.

Non voglio discutere i dettagli di queste operazioni, che sono facilmente consultabili sulla rete da chiunque, ma richiamare l’attenzione sul fatto che il patrimonio materiale del paese è oggetto di una svendita dalle conseguenze gravissime. Anche quando i capi di governo fanno viaggi negli USA per attrarre capitali stranieri, come Letta in questo momento, bisognerebbe aver chiaro che quando si parla di stranieri che vengono ad investire in Italia, s’intende nella maggior parte dei casi che vengono a comprarsi quel poco rimasto.

Come patrioti europei bisogna poi ancora una volta considerare il costo della non-Europa in queste operazioni: laddove infatti esistesse una struttura autenticamente federale, queste operazioni in seno ad aziende continentali avrebbero pur sempre delle ricadute positive sul nostro paese in termini di ridistribuzione etc. Motivo per cui Tim Brasil, l’asset più pregiato del gruppo italiano, con le forze unite di Italia e Spagna, potrebbe tramutarsi in una occasione irripetibile di successo e di penetrazione commerciale europea in Brasile. Così come per Alitalia l’entrata dei francesi potrebbe significare una rinascita a livello europeo e mondiale.

Purtroppo la non-Europa impedirà ancora una volta tutto questo. Gli italiani non avranno niente da queste s-vendite, quasi certamente tagli all’occupazione, abbassamento del PIL, ulteriore perdita di competitività del paese.

A fare da pendant al mercatino dei nostri bene materiali c’è poi anche quello dei beni immateriali.

Qui l’opera di distruzione della nostra lingua e cultura prosegue lungo le autostrade tracciate da tempo. E l’annuale festa delle lingue europe del 26 settembre corrisponde, sempre di più, al fare la festa alla lingua italiana.

Due esempi tratti dalla capitale potranno forse far riflettere. In primo luogo, proprio il 25 sera ben quattro luoghi aperti di Roma – Via Marsala, Piazza Augusto Imperatore, Piazza della Rotonda e Piazza Venezia – sono stati invasi dal documentario della popstar Madonna “Secret project”, totalmente in inglese e senza nemmeno sottotitoli, per sfregio ai caduti in nome di dell’Italia e dell’italiano proprio su un muro del monumento al Milite Ignoto.

Mancavano veramente delle alternative italiane da proiettare, magari di più sicuro valore artistico? Tanto più che in Italia non è certo il genere lato sensu “neorealista” a mancare. E non sarebbe stato anzi bello proiettare qualcosa di importante come l’ultimo lavoro di Scola su Fellini, proprio sugli stessi scorci di Roma che compaiono anche nel film?

Per concludere, era necessario sottotitolare in grande evidenza il sito www.foripedonali.it per la rivalutazione pedonale dei fori imperiali pedonali “just walk or bike it”? Farlo anche nella pagina in lingua italiana?

Davvero difficile che possa essere “la passeggiata dei romani” come viene sbandierato. Ancora più difficile che lo sbaraccamento dell’Italiano possa lasciare “un’impronta nella storia” come cita lo slogan del sito in questione.


Dichiarazione di Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione  Radicale Esperanto in occasione della Giornata delle lingue europee, 26 settembre 2013.




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