Giornata internazionale della lingua madre: l’Era non partecipa!

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Giornata internazionale della lingua madre: l’Era non partecipa!

L’Unesco afferma che: “quasi la metà delle oltre 6.000 lingue parlate nel mondo, potrebbe morire entro la fine del secolo”. Nel dettaglio: più del 50% delle 6.000 lingue mondiali è in pericolo; il 96% delle 6.000 lingue mondiali è parlato solo dal 4% della popolazione mondiale; il 90% delle lingue mondiali non è rappresentato su Internet; i contenuti presenti sulla rete Internet sono per il 68 % in inglese, seguito dal giapponese (6 %), dal tedesco (6%) e dal cinese (4%); una lingua scompare mediamente ogni 2 settimane; l’80% delle lingue africane non ha l’ortografia.”

Ancora l’Unesco informa di celebrare il 21 febbraio la Lingua Madre, per ricordare la sollevazione avvenuta nel 1952, nell’allora Pakistan orientale, in difesa del bengalese, durante la quale molti studenti persero la vita, contro l’imposizione della lingua urdu.

Infine, il Direttore Generale dell’Unesco, Irina Bokova, dichiara che “Ogni lingua è portatrice di un patrimonio culturale che accresce la nostra diversità creativa. Questa diversità culturale è tanto importante quanto la biodiversità lo è in natura, ed esse sono strettamente collegate. Le lingue di alcune popolazioni indigene sono portatrici di conoscenze uniche sulla biodiversità e sulla gestione degli ecosistemi. Questo potenziale linguistico è un motore di sviluppo sostenibile che merita di essere condiviso”.

Ebbene dopo tutte queste verità di carattere etico, ecco la realtà del vil potere: l’evento ufficiale dell’Unesco non è pubblicizzato in lingua bangla, in onore di quegli studenti che hanno perso la vita, o magari in esperanto, la lingua semplice e di tutti che garantisce la salvaguardia di questo potenziale linguistico. No, è in inglese! La lingua che più di tutte, cosi come anche riportato proprio dall’Unesco, sta uccidendo la biodiversità linguistica, persino in Italia con 60 milioni di parlanti sul territorio nazionale e 80 milioni in diaspora.
Per questo motivo, per la profonda incoerenza dell’Unesco in questa celebrazione che, nei fatti, opera anch’essa contro la biodiversità, l’Era Onlus non si presta alla mistificazione di questi organismi internazionali che dovrebbero essere garanti della cultura di tutti e, invece, lo sono anzitutto per le lingue dei pre-potenti, senza contare, peraltro che dal 2011 gli USA hanno sospeso qualsiasi loro contributo all’UNESCO.




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