Euroattivismo della Merkel che incontra Draghi, domani Cameron e il 17 Renzi

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Il premier britannico conta sulla cancelliera affinchè sostenga le sue richieste di riforma dell’Ue, mentre la Merkel intende rassicurare Londra su Junker, candidato della Cdu alla guida della Commissione Ue.

Con l’avvicinarsi delle prossime elezioni europee, che faranno da apripista a un vero e proprio ricambio dei rappresentanti di molte istituzioni Ue a cominciare dal Parlamento per finire con la Commissione e la presidenza del consiglio europeo, le triangolazioni comunitarie fervono.

È altrettanto inevitabile che al centro di queste triangolazioni, con un ruolo di primo piano, figuri la cancelliera tedesca Angela Merkel che, dopo aver ricevuto nel pomeriggio il ministro dell’Interno italiano Angelino Alfano, incontrerà il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi, domani sarà a Londra per un’intensa  giornata inglese e il 17 marzo sarà impegnata a Berlino nel bilaterale italo-tedesco con il neo premier Matteo Renzi che in quell’occasione intende presentare il suo Jobs Act.

In particolare, domani la Merkel incontrerà il premier britannico David Cameron al numero 10 di Downing Street, terrà un discorso davanti al Parlamento inglese e poi prenderà un tè a Buckingham Palace con la regina Elisabetta. L’obiettivo, più o meno dichiarato, di Londra è quello di trovare nella cancelliera tedesca un sostegno ai progetti inglesi di riforma dell’Ue.

La stessa Merkel in passato si era mostrata particolarmente accomodante, soprattutto se si fa il confronto con il presidente francese François Hollande, rispetto alle intenzioni riformatrici di Cameron. Spinta dagli euroscettici tedeschi  e fors’anche per contrastare i partiti populisti e eurofobi che potrebbero fare il pieno di voti nelle prossime elezioni europee, la Merkel ha mostrato di volersi riappropriare di diverse delle prerogative riconosciute in passato a Bruxelles e migliorare il funzionamento dell’Ue.

Se già un anno fa la Cancelliera si era detta, seppure con molta prudenza, pronta a discutere con gli inglesi le loro richieste nei confronti dei meccanismi europei, pur sottolineando che alla fine occorre sempre trovare un compromesso equilibrato, in questi ultimi mesi tra Londra e Berlino è maturata la consapevolezza che occorre rendere l’Europa più competitiva, più flessibile e più rispettosa della democrazia rispetto ad oggi.

Tuttavia, se da Berlino si fa sapere che la Germania vuole mantenere la Gran Bretagna nell’Ue ma non a tutti i costi pur sottolineando la necessità che Londra sia forte e attiva nell’Ue, Cameron dal canto suo è intenzionato a chiedere entro il 2017 agli inglesi con referendum, se desiderano o meno restare in un’Ue riformata. In sostanza, Cameron ha bisogno della Merkel per trattare un’appartenenza light all’Ue a cominciare da concessioni sulle deroghe nella sfera sociale o di garanzie per i paesi non membri dell’Eurozona.

Sul tavolo finirà inevitabilmente anche il dossier della prossima Commissione europea: si parlerà con ogni probabilità  del successore di Josè Manuel Barroso alla presidenza del governo europeo. Al riguardo il candidato, se non della Merkel, almeno della Cdu c’è già ed è il lussemburghese Jean-Claude Junker. Ebbene la Merkel potrebbe rassicurare Cameron allarmato che un’eventuale Commissione a guida Junker, in passato Mr Euro, possa favorire un rafforzamento dell’Eurozona nell’Ue a discapito dei paesi che non ne fatto parte, mentre Cameron potrebbe incassare dalla cancelliera un’apertura per una visione riformista nell’Ue.

Fin qui le relazioni diplomatiche, mentre c’è chi oltre Manica sottolinea – non senza humor britannico – che le relazioni tra Londra e Berlino sono molto migliori di quelle tra Londra e Parigi visto che  a fine gennaio Hollande si dovette accontentare di un un pranzo con Cameron in un pub di Swinbrook in Inghilterra.




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