CULTURA:POLITICA E MEDIA CON STESSI DIFETTI, PER LINGUISTI

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CULTURA: POLITICA E MEDIA CON STESSI DIFETTI, PER LINGUISTI

ROMA, 6 MAR – UN UNICUM, UN CIRCOLO VIZIOSO, UNA COPULA IMPROPRIA. COSI’ I LINGUISTI GIUDICANO IL LINGUAGGIO DELLA POLITICA E DEI MEDIA IN UN SEMINARIO ORGANIZZATO DALLA TRECCANI IN OCCASIONE DELLA PUBBLICAZIONE DELLA NUOVA EDIZIONE DEL ”VOCABOLARIO TRECCANI”. AD ACCUSARE I MEDIA E’ SOPRATTUTTO RAFFAELE SIMONE, DIRETTORE DEL DIPARTIMENTO DI LINGUISTICA DELLA TERZA UNIVERSITA’ DI ROMA, CHE DEFINISCE LA LINGUA DI STAMPA E TV ”PIENA DI NOZIONI INCOMPRENSIBILI, AMBIGUE, PERICOLOSE, STUPIDE E FUORIPOSTO”. SECONDO SIMONE I MEDIA NON FANNO NESSUN SERVIZIO AGLI UTENTI PER RIUSCIRE A CAPIRE MEGLIO LA POLITICA CHE SECONDO LUI E’ A SUA VOLTA MINATA DA TRADIZIONI ”CATTOLICO-BAROCCHE E MARXISTE-HEGELIANI”. IL LINGUISTA FA ANCHE I NOMI E PUNTA IL DITO CONTRO CURZIO MALTESE, FRANCESCO MERLO E ANCHE FRANCESCO PIONATI.
GLI RISPONDONO PIETRO CALABRESE, DIRETTORE DEL MESSAGGERO E CARLO FRECCERO, DIRETTORE DI RAIDUE, MENTRE AL SEMINARIO SUL LINGUAGGIO DELLA POLITICA E DEI MEDIA MANCA L’ UNICO POLITICO INVITATO, WALTER VELTRONI. CALABRESE DICE A SIMONE ”CHE HA RAGIONE QUANDO ACCUSA I GIORNALI ITALIANI DI RIPRODURRE LA REALTA’ E INGARBUGLIARE LE COSE. COS’ ALTRO POTREBBERO FARE? CONSIDERO UNA FORTUNA IL FATTO CHE I GIORNALI SIANO LO SPECCHIO DEL MONDO DI OGGI”.
PER FRECCERO, INVECE, ”LA TV HA INTRODOTTO IL BIT, OVVERO LA VELOCITA’ E IN QUESTO MODO TUTTO SI RIDUCE AL SISTEMA DELLA MODA. QUINDI ANCHE LA LINGUA DIVENTA COME UNA CAMICIA”.
SECONDO ALBERTO ABRUZZESE, INVECE, ”NON E’ VERO CHE E’ SEMPRE FACILE RENDERE SEMPLICE UN DISCORSO COMPLESSO. SEMPLIFICARE A VOLTE E’ UNA FORMA DI MISTIFICAZIONE”.
IL SOCIOLOGO MARIO MORCELLINI HA MESSO IN LUCE LE NOVITA’ DAL PUNTO DI VISTA DEL LINGUAGGIO POLITICO PORTATE NEL ’94 DA BERLUSCONI. ”E’ STATO CAPACE DI TENER CONTO – HA DETTO – DEL CAMBIAMENTO DEI MEZZI DI COMUNICAZIONE RISPETTO ALLA POLITICA ITALIANA. NEL ’96 NON SI E’ RIPETUTA UNA UGUALE RIVOLUZIONE E SI E’ SPENTA LA NOVITA’ ESPRESSIVA”. MOLTI DELLE PAROLE NUOVE CHE COMUNQUE SONO STATE INTRODOTTE NELLA POLITICA E DAI MEDIA PER RACCONTARE LA POLITICA DEGLI ULTIMI ANNI SONO ENTRATE NEL ”VOCABOLARIO TRECCANI” CHE, SECONDO QUANTO HA SPIEGATO MASSIMO BRAY, DELL’ ISTITUTO DELL’ ENCICLOPEDIA ITALIANA, HA ”REGISTRATO QUANTO E’ STATO ACQUISITO NEL PATRIMONIO LESSICALE ED E’ IMMAGINE DI UNA SOCIETA’ CHE STA PROFONDAMENTE MUTANDO”.
6-MAR-98




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