Ancora Olimpiadi senza Dimensione europea dello sport.

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Le Olimpiadi di Sochi sono iniziate, e l’Associazione Radicale Esperanto sperava che la delegazione italiana applicasse la Risoluzione Fisas per la Dimensione europea dello sport, portando insieme al tricolore anche la bandiera europea.
Purtroppo non è stato cosi, probabilmente per problemi organizzativi, dato che la lettera dei radicali Pannella, Beltrandi e Pagano al Premier Letta che lo chiedeva è stata inviata il 28 gennaio e rimane ancora senza risposta.Però le parole stesse del premier fanno ben sperare, dato che il Presidente del Consiglio Letta ha annunciato, in una lettera aperta inviata al direttore del Corriere, che “Essere in Russia – da Presidente del Consiglio di un Paese che storicamente tanta parte ha avuto nella costruzione della coscienza europea – significa esprimere, appunto in una dimensione pubblica, la nostra concezione di libertà, di comunità, di rispetto dell’altro” e aggiunge: “dopo anni di sacrifici, i nostri atleti sono arrivati a Sochi. Rappresentano l’Italia. Sfilano dietro il tricolore. Sono portatori dei valori che la nostra bandiera in sé compendia: la libertà, l’eguaglianza, la condanna di ogni forma di discriminazione. Principi inscritti nella Costituzione repubblicana come pure, a ben vedere, nella più profonda identità europea, quella che ha modellato anche lo spirito olimpico, antico e moderno”.
Speriamo che in un prossimo Mondiale, di qualunque sport si tratti, potremo finalmente vedere il nostro portabandiera – e tutti quelli degli altri Paesi dell’Unione – con entrambi i vessilli che ci contraddistinguono. Italiani e quindi, Patrioti Europei che, al contrario di quel che pensa la neo ambasciatrice all’Ue Victoria Nuland, non hanno alcuna intenzione di “fottersi”.




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