Alto Adige: peggiorano le competenze della seconda lingua (italiano e tedesco).

Posted on in Politica e lingue 46 vedi

Tedesco, in sette anni conoscenza a picco.

Le ricercatrici: gli italiani non reggono una conversazione su temi quotidiani Una «Caporetto» per i tedeschi: solo il 20% ha buone competenze in italiano.

di Davide Pasquali.

Negli ultimi anni nelle quarte superiori altoatesine le competenze di seconda lingua sono notevolmente peggiorate. Solo il 20% degli studenti tedeschi, contro il 40% di 7 anni fa, ha una buona conoscenza dell’italiano, ma altrettanti riescono a farsi capire solo con gran difficoltà, mentre prima erano solo il 3%. Fra gli italiani il peggioramento non è stato così marcato, ma le competenze in tedesco si attestano in prevalenza a un livello elementare. Per la maggior parte degli studenti delle scuole italiane non è possibile partecipare attivamente a una discussione in tedesco su temi quotidiani. E non è tutto. Perché i risultati non sono entusiasmanti nemmeno per quanto riguarda il Clil, l’immersione linguistica su cui tanto ha puntato la scuola italiana negli ultimi 20 anni. Sono i risultati della seconda edizione dello studio Kolipsi dell’Eurac, elaborato dalle linguiste Andrea Abel e Chiara Vettori su test effettuati nel 2014/15 sul 45% degli studenti delle quarte superiori, poco meno di 1.700 alunni.
La cornice. Gli studenti italiani che hanno buone competenze in dialetto sudtirolese dimostrano competenze altrettanto buone anche quando si tratta di scrivere in tedesco standard. Nel caso degli studenti di lingua tedesca, il fatto di parlare italiano fuori dalla scuola migliora nettamente le competenze nella seconda lingua. Questo dimostra, spiega l’Eurac, che la rilevanza della lingua nella quotidianità e i contatti fra i due gruppi linguistici nel tempo libero sono fattori decisivi per sviluppare una buona conoscenza della lingua.
Una Caporetto. Negli ultimi anni però le competenze nella seconda lingua sono notevolmente peggiorate. Per la prima volta le linguiste di Eurac Research hanno analizzato come si è evoluta la conoscenza della seconda lingua (italiano e tedesco) da parte degli studenti delle superiori. Sono stati sottoposti al test gli studenti delle classi quarte di tutto l’Alto Adige nell’anno scolastico 2007/2008 e, a distanza di sette anni, nel 2014/2015. In primo luogo gli studenti hanno dichiarato la loro appartenenza linguistica scegliendo tra: italiana, tedesca, bilingue, o altro gruppo linguistico. Nelle prove scritte le ricercatrici si sono riferite al Quadro europeo di riferimento per le lingue (QCER), valutando le performance degli studenti nei sei diversi livelli previsti (A1=scarsa conoscenza, A2, B1, B2, C1, C2=ottima conoscenza).
L’altra metà del cielo. Dal confronto emerge che, sette anni fa, nelle scuole tedesche gli studenti che avevano buone competenze in italiano seconda lingua (B2) erano il 41 per cento; oggi sono circa la metà (20 per cento). Un quinto riesce a farsi capire solo con grosse difficoltà (A2); nel 2014 si trattava del tre per cento. Nella fascia intermedia (B1) non ci sono gran novità: allora come oggi, questo è il livello di circa la metà degli studenti di lingua tedesca ed equivale alle competenze di un turista che sa esprimersi su temi conosciuti. Noi. Per quanto riguarda il tedesco come seconda lingua, non ci sono stati peggioramenti così marcati, ma le competenze si attestano in prevalenza a un livello elementare (A2, il secondo dei sei livelli). Senza tanti giri di parole le ricercatrici scrivono: «Per la maggior parte degli studenti delle scuole italiane non è possibile partecipare attivamente a una discussione in tedesco su temi quotidiani». Sette anni fa, al contrario, la maggioranza degli studenti – circa la metà del campione – raggiungeva il livello intermedio B1.
La scuola non basta. I contatti extra-scolastici sono decisivi per avere buone competenze linguistiche, sostengono le ricercatrici dell’Eurac. L’analisi dei fattori che influenzano la conoscenza della seconda lingua conferma che la frequenza con cui la si parla fuori dalla scuola è un aspetto decisivo per migliorarla. Le conoscenze linguistiche degli studenti di scuola superiore sono chiaramente peggiorate nel corso degli anni, spiega la linguista Andrea Abel: «La scuola riveste un ruolo centrale nell’apprendimento delle lingue, ma non può offrire tutte le risposte. Il nostro studio dimostra che è necessario ampliare la rilevanza quotidiana della seconda lingua. Si tratta di stimolare i contatti con i coetanei, usare la lingua, trovare il coraggio di buttarsi e cercare di capire con interesse ed entusiasmo la lingua dell’altro. La responsabilità spetta alla scuola, ma in egual misura anche alla politica, alle famiglie e ai giovani stessi».
(Da Altoadige.gelocal.it, 24/5/2017).

{donate}




0 Comments

No comments yet
Leaving the first to comment on this article.
You need or account to post comment.