A Unomattina il “pronto soccorso” di Sabatini per chi non vuole sbagliare

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Sabatini: “Il mio “pronto soccorso” per chi non vuole sbagliare”

di Carlo Pestelli

Nei panni di un primario del buon italiano, ogni domenica il professor Francesco Sabatini, presidente dell’Accademia della Crusca, apre il suo “Pronto soccorso linguistico” nel programma Rai “Unomattina”, che riprenderà il 6 ottobre. Un osservatorio prezioso per capire come parlano i pronipoti di Dante.
Professore, quale pubblico si rivolge al suo “Pronto soccorso”?
“Distinguo tra il pubblico che mi segue e quello che pone domande. I “seguaci”, stando alle persone che mi riconoscono per strada, sono di tutte le classi sociali e dei più vari livelli culturali: dal professionista (vari docenti universitari di medicina) all’insegnante all’impiegato al tassista all’operaio, maschi e femmine. Le domande provengono (per quello che deduco) prevalentemente da adulti diplomati, sia maschi che femmine e di ogni regione, con una leggera prevalenza del centro-sud”.
Gli italiani hanno voglia di parlare e scrivere correttamente?
“C’è dappertutto, per fortuna, un riconoscimento dell’importanza della lingua e un timore di essere giudicati male nel proprio ambiente di lavoro e di vita. Spesso questi interlocutori evocano precedenti dispute con amici e colleghi”.
Che idea si è fatta della padronanza della lingua da parte del pubblico?
“Difficile dare giudizi sulla padronanza: anche chi manifesta dubbi su una costruzione può avere una discreta o anche buona padronanza null’uso della lingua. Risulta evidente, però, che molti non hanno nessuna dimestichezza con gli strumenti che descrivono la lingua: non dico il libro di grammatica (che nelle case degli adulti non esiste più), ma nemmeno un vocabolario. Qui si rileva l’inefficienza dell’insegnamento scolastico”.
I dubbi più frequenti?
“Prevalgono quelli che riguardano la sintassi (reggenze dei verbi, uso dei modi verbali), la morfologia (i participi passati di verbi come splendere, prudere… solitamente difettivi) e la concordanza nei composti uniti (caporeparto/capireparto) e nelle combinazioni aperte (cittadini modello)”.
(Da La Nazione, 5/9/2013).




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